La bellezza secondo la scultura. Dal Pigmalione di Falconet allo Scolabottiglie di Duchamp, passando per La Dame de Brassempouy e Hendrik Christian Andersen

Museo Hendrik Christian Andersen

7 giugno 2018 - conferenza

La bellezza secondo la scultura. Dal Pigmalione di Falconet allo Scolabottiglie di Duchamp, passando per La Dame de Brassempouy e Hendrik Christian Andersen

Giovedì 7 giugno 2018 alle ore 17.15 il Polo Museale del Lazio diretto da Edith Gabrielli, nella sede del Museo Hendrik C. Andersen diretto da Maria Giuseppina Di Monte, insieme al “Visual Studies Rome Network”, (ViStuRN) e al Laboratorio Romano di Semiotica (LARS) presenteranno la conferenza di Herman Parret:

La bellezza secondo la scultura. Dal Pigmalione di Falconet allo Scolabottiglie di Duchamp, passando per La Dame de Brassempouy e Hendrik Christian Andersen

Il bello è il predicato che caratterizza nell'estetica classica l'opera d'arte. Il punto di partenza di Parret consisterà in una breve presentazione della definizione canonica che Falconet dà di questo concetto a proposito della sua scultura Pigmalione. La questione è sapere se questa concezione della bellezza sia sempre valida per comprendere l'esperienza estetica di fronte a degli oggetti d'arte così diversi come la “Signora” di Brassempouy (scultura in avorio di epoca paleolitica) e, al capo opposto, lo “Scolabottiglie” di Duchamp (scultura ready-made). Le sculture di Andersen che fanno da cornice alla conferenza nella casa museo a Roma saranno prese a testimonianza dell’argomento sostenuto dal Professor Parret. La scultura si candida a essere l'arte che, forse più ancora della "sorella" pittura, può aiutare il fruitore a riflettere sullo statuto dell'arte in generale e dell'esperienza estetica.


Herman Parret è Professore Emerito dell'Univerisità di Lovanio, dove ha insegnato Estetica e Filosofia del Linguaggio. E' stato inoltre visiting professor in numerose università europee e americane, tra le quali anche la Sapienza di Roma. I suoi contributi scientifici, nell'arco di una autorevole carriera accademica, si sono mossi in due direzioni principali. Da una parte il ripensamento dell'eredità di alcuni tra i principali classici (Kant, Saussure, Peirce) di queste due discipline, pensate nelle loro diverse declinazioni: per l'estetica secondo il plesso teoria della sensibilità-filosofia dell'arte; per la filosofia del linguaggio lungo il confine tra linguistica e semiotica. Parret si è infine confrontato con alcuni dei principali protagonisti e paradigmi della riflessione estetica e semiotica contemporanea, da Garroni a Greimas. Da questo originale percorso, sono emerse in particolare negli ultimi anni tre linee principali di ricerca. Il tentativo di fondare una "semio-estetica" che si collochi al punto d'incrocio tra i processi di significazione e le prestazioni della sensibilità umana, e di cui le pratiche artistiche rappresentano un momento di esibizione esemplare. Il tentativo di rileggere la storia dell'estetica moderna a partire da una prospettica "aptologica", vale a dire da una rivalutazione del tatto come senso principe dell'esperienza estetica, rispetto ai sensi "nobili" della vista e dell'udito. E infine la proposta di rileggere gli studi moderni, in particolare filosofici, sulla memoria, e in particolare sulla nozione di traccia, a partire da categorie semiotiche. Tra le sue ultime pubblicazioni, che vertono su questi temi, ricordiamo in particolare: Structures. Progrès esthétiques en épistémologie et en esthétique (Academia 2018); La main et la matière : Jalons d'una haptologie de l'oeuvre d'art (Hermann 2018); Una sémiotique des traces. Trois léçons sur la mémoire et l'oubli (Lambert-Lucas 2017).

Visual Studies Rome Network coordinato da Maria Giuseppina Di Monte, Michele Di Monte, Silvia Pedone e Ariane Varela Braga, è un’iniziativa indipendente, sostenuta da vari istituti di cultura stranieri con sede a Roma: l’American Academy in Rome, la British School at Rome, il Forum Austriaco di Cultura e l'Istituto Austriaco di Studi Storici, l’Institutum Romanum Finlandiae, l'Istituto Svedese di Studi Classici, l’Istituto Svizzero di Roma, Il Reale Istituto Neerlandese di Roma, l’Accademia di Francia a Roma.
Visual Studies Rome Network intende indagare i modi in cui una civiltà storica assume la propria fisionomia “visibile”, o individua nella dimensione del visivo uno strumento di rappresentazione e un oggetto di specifico interesse, in una prospettiva largamente multidisciplinare, dall’archeologia e la storia dell’arte all’estetica, dalla semiotica all’epistemologia, dall’antropologia ai media studies, dalla psicologia alle scienze cognitive. In questa prospettiva, la stessa dimensione del visivo, nelle sue declinazioni storiche e culturali, non è solo un oggetto definito di indagine, ma è anche uno strumento vivo di conoscenza, non meno del linguaggio.


Il Laboratorio Romano di Semiotica coordinato da Isabella Pezzini, si è costituito nel 2014 con lo scopo di rendere più strutturate e riconoscibili le attività del gruppo di ricerca sulla semiotica della Sapienza Università di Roma. Le principali aree di ricerca vertono sulla semiotica della cultura, i luoghi di consumo, lo spazio pubblico, le nuove forme di conoscenza sul web.

l' ingresso è libero fino ad esurimento posti


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