100 OPERE D’ARTE “TORNANO A CASA”. TORNA IN ESPOSIZIONE PRESSO IL MUSEO DELLE NAVI ROMANE DI NEMI LA TESTATA DI BAGLIO IN BRONZO DECORATA CON TESTA DI LEONE PROVENIENTE DALLA PRIMA NAVE DI CALIGOLA.

Museo delle Navi Romane di Nemi

17 dicembre 2021 - evento

Nemi 100 opere

100 OPERE D’ARTE “TORNANO A CASA”

TORNA IN ESPOSIZIONE PRESSO IL MUSEO DELLE NAVI ROMANE DI NEMI LA TESTATA DI BAGLIO IN BRONZO DECORATA CON TESTA DI LEONE PROVENIENTE DALLA PRIMA NAVE DI CALIGOLA.

Per l’occasione venerdì 17 dicembre 2021 alle ore 11:30 il Direttore regionale musei Lazio, Stefano Petrocchi, e la Direttrice del Museo delle Navi Romane di Nemi, Daniela De Angelis, presentano il nuovo allestimento dell’opera.

Dalle ore 12:30 sarà possibile ammirare nel Museo delle Navi Romane la testata di baglio in bronzo, nel rispetto delle norme di comportamento previste per il contenimento dell’emergenza epidemiologica da COVID 19.

17 dicembre 2021 Museo delle Navi Romane di Nemi Ore 11.30 Arrivo dell’opera al Museo delle Navi Romane di Nemi Stefano Petrocchi Direttore Regionale Musei Lazio Daniela De Angelis Direttrice del Museo delle Navi romane di Nemi Alberto Bertucci Sindaco di Nemi

Ore 12:30 Apertura al pubblico

Dal comunicato stampa del MiC:

Dai grandi ai piccoli musei, le prime cento opere lasciano i depositi per tornare visibili al pubblico “Cento opere custodite nei depositi di 14 tra i musei più importanti d’Italia, dalle Gallerie Nazionali Barberini Corsini agli Uffizi di Firenze, dal Museo di Capodimonte al Museo di Brera, dalla Galleria Borghese al Museo Archeologico di Ferrara, dal Museo Archeologico di Napoli al Museo di Matera, tornano finalmente nelle sale dei musei e ritrovano visibilità nei territori di provenienza per le quali erano state concepite. Il Ministero della Cultura lancia il progetto “100 opere tornano a casa”, fortemente voluto dal Ministro Dario Franceschini, per promuovere e valorizzare il patrimonio storico artistico e archeologico italiano conservato nei depositi dei luoghi d’arte statali. “Questo progetto - dichiara il Ministro della Cultura Dario Franceschini - restituisce nuova vita a opere d’arte di fatto poco visibili, di artisti più o meno conosciuti, e promuove i musei più piccoli, periferici e meno frequentati. Solo una parte delle opere dei musei statali è attualmente esposta: il resto è custodito nei depositi, da cui proviene la totalità dei dipinti e dei reperti coinvolti in questa iniziativa. Queste cento opere sono soltanto le prime di un progetto a lungo termine che mira a valorizzare l’immenso patrimonio culturale di proprietà dello Stato. Un obiettivo che sarà raggiunto anche attraverso un forte investimento nella digitalizzazione e nella definizione di nuove modalità di fruizione prevedendo nuove collaborazioni come la realizzazione di una serie di documentari insieme alla RAI, che ha anche il merito di rafforzare il legame tra il territorio e l’opera d’arte”. Il punto di partenza del progetto è stata la banca dati, elaborata fin dal 2015 dalla Direzione Generale Musei, composta da 3.652 opere provenienti dai depositi di oltre 90 musei statali. La selezione delle opere e dei luoghi della cultura, curata dalla DG Musei insieme alle direttrici e ai direttori dei musei, ha tenuto conto di valutazioni e richieste provenienti dalle realtà periferiche. La scelta è avvenuta in base a tre criteri: opere provenienti da chiese o palazzi situati in altri territori e nel tempo confluite nei principali musei italiani, dipinti o sculture che in questo modo compiono un “ritorno a casa” nei luoghi per i quali sono stati realizzati; opere che integrano le collezioni del museo destinatario; opere che, inserite nelle collezioni di destinazione, danno vita ad accostamenti interessanti e favoriscono l’apertura dei musei verso nuovi pubblici. Grazie al progetto, numerose opere sono state restaurate e alcuni spazi museali sono stati ripensati per accoglierle.”