RIAPERTURA DEL PARCO

Villa Lante

23 aprile 2022 - riapertura

Riapertura parco 23 aprile

Sabato 23 aprile, alle ore 11,30, alla presenza del Direttore Regionale Musei Lazio Stefano Petrocchi e della Direttrice di Villa Lante Marina Cogotti, riapre al pubblico dopo tre anni di chiusura il parco di Villa Lante.

Sabato 23 aprile, alle ore 11,30, alla presenza del Direttore Regionale Musei Lazio Stefano Petrocchi e della Direttrice di Villa Lante Marina Cogotti, riapre al pubblico dopo tre anni di chiusura il parco di Villa Lante. Straordinario polmone verde, il giardino rustico di Villa Lante è la memoria vivente dell’originario barco, la riserva di caccia nata prima della villa come pertinenza del Palazzo delle Logge, residenza di rango dei vescovi viterbesi. Trasformatosi nel disegno della straordinaria villa voluta dal cardinale Giovan Francesco Gambara, a differenza del celebre giardino di fontane disposto su terrazzamenti, l’originario giardino rustico si presentava come un vario succedersi di boschetti e settori produttivi, percorso da un articolato sistema di viali animati da fontane e allestimenti vegetali. Seppure questa parte del giardino ha subito nel tempo un forte processo di rinaturalizzazione, con la indiscutibilmente perdita di molte delle sue caratteristiche originarie, per contro oggi il parco è un ecosistema ricco di biodiversità, che mantiene nel disegno ancora percepibile il segno del suo impianto di fondazione.

La riapertura di questo ampio settore di Villa Lante segue un impegnativo intervento che ha interessato oltre quattrocento alberature di alto fusto, la pulizia di quasi quattro chilometri di viali e delle aree ricoperte da infestanti, la messa in sicurezza di alcuni settori e interventi fitosanitari. Il criterio di intervento adottato, supportato da uno studio organico delle caratteristiche del parco, intende preservare la grande ricchezza, in termini di biodiversità, del patrimonio naturalistico attuale, ponendo al contempo in luce i caratteri originari di questa creazione architettonico-giardiniera. Per questo il parco riapre dotandosi di un primo ausilio alla visita, un sistema di pannelli che evidenziano alcuni degli aspetti peculiari, sia in rapporto alla storia e alla matrice progettuale del giardino che all’ambito vegetazionale e faunistico. In rilievo, ad esempio, il gruppo di giovani, preziosi esemplari di platano orientale nati per disseminazione dai vetusti alberi del giardino formale, le monumentali filleree lungo uno dei viali più suggestivi, i resti della perduta Fonte dei Draghi ancora visibili, le molteplici specie fungine presenti, dalle particolari forme e colori. Un bosco con alta capacità di autogenerazione, ambiente di vita per molte specie vegetali, che al suo indiscusso valore culturale unisce anche il ruolo di presidio ambientale per il territorio. In questa ottica, anche i vetusti esemplari arborei arrivati a fine vita sono recuperati come “alberi habitat”, mentre alcuni dei tronchi tagliati sono stati rilasciati a terra, preziosa necromassa per la vita della riserva.

La riapertura del parco – barco è solo l’inizio di un processo di riqualificazione che vedrà piena luce con l’attuazione degli interventi previsti con i fondi del Piano Nazionale di Ripresa Resilienza, grazie ai quali sarà possibile affrontare una serie di interventi “strategici” per la piena fruizione di questo giardino, come la creazione di un circuito accessibile ai diversamente abili, la rifunzionalizzazione del Casino di Caccia, la creazione di ausili alla visita per diversi target di fruitori e visitatori, insieme ai necessari restauri di manufatti e impianti.

La Direzione Regionale Musei Lazio ringrazia il Gruppo Sbandieratori e Musici e Corte Storico delle Famiglie Nobili del Quartiere Pilastro di Viterbo, per la loro partecipazione all’evento di riapertura del parco.

Comunicato stampa