Castel Sant'Angelo - Sala della Biblioteca

Part. affreschi Sala Biblioteca Castel S. Angelo

Martedì 29 settembre 2015, dopo quattro mesi di lavori di restauro, il Polo Museale del Lazio, diretto da Edith Gabrielli, rende di nuovo visibili al pubblico gli splendidi affreschi della volta della Sala della Biblioteca del Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo, prezioso ambiente affrescato della metà del secolo ‘500.
L’ultimo restauro sugli affreschi risale al 1967; da allora nessun intervento era stato realizzato, anche per la difficoltà di operare in un ambiente solitamente affollato di visitatori.
Si è ideato, pertanto, un ponteggio aperto alla base, che ha consentito durante i lavori di restauro il passaggio del pubblico attraverso la sala. Le operazioni hanno riguardato 145 metri quadri di superfici affrescate e 75 metri quadri di decorazioni in stucco.

La Sala della Biblioteca venne realizzata tra il 1543 e il 1545 nel vasto programma di ristrutturazione di Castel Sant’Angelo intrapreso da Papa Paolo III Farnese come risarcimento a seguito dei danni patiti dal Mausoleo a causa dal Sacco di Roma. L’ambiente della Sala, realizzato ad aula voltata, venne progettata da Raffaello da Montelupo, architetto toscano collaboratore di Michelangelo, mentre il pittore incaricato degli affreschi della sala fu Luzio Luzi, collaboratore di Perin del Vaga e quindi interprete, come il suo maestro, di quella “maniera” nata da quella schiera di pittori che lavorarono con Raffello nelle Stanze Vaticane.

La Sala della Biblioteca è un tipico esempio di decorazione di gusto antiquario che unisce scene dipinte a fresco a bellissimi fregi realizzati a stucco, ad imitazione dei bassorilievi antichi, il tutto inserito in una contesto di fantasiose grottesche ispirate a quelle già celebri della Domus Aurea neroniana. Il progetto decorativo intendeva celebrare le virtù del pontefice regnante con arditi accostamenti alle passate glorie e virtù dei personaggi dell’antica Roma.