Il giardino ritrovato, 6 settembre 2016 - I due Bernini

Alle figure di Gian Lorenzo e Pietro Bernini è stata dedicata la conversazione d'arte di martedì 6 settembre alle ore 21.00 curata da Andrea Bacchi e ospitata come di consueto nel giardino del Palazzo di Venezia.
Giorgio Vasari racconta come il vecchio Michelangelo avesse bruciato varie sue opere giovanili poiché “nessuno vedessi le fatiche durate da lui ed i modi di tentare l’ingegno suo, per non aparire se non perfetto”. Bernini non giunse a tanto ma elaborò una soluzione più insidiosa. Lo scultore fornì infatti ai suoi biografi, Filippo Baldinucci (1682) e Domenico Bernini (1713), una versione riveduta e corretta dei propri esordi, una versione nella quale il ruolo del padre Pietro, uno dei maggiori scultori della Roma di primo Seicento, veniva di fatto taciuto per esaltare di contro la precocissima autonomia artistica del giovane Gian Lorenzo. Solo in seguito, una serie di importanti scoperte relative all’attività di Pietro e Gian Lorenzo nel corso del secondo decennio del Seicento hanno rivoluzionato gli studi berniniani. Cesare d’Onofrio e Federico Zeri ne sono stati i protagonisti. Negli anni settanta alcuni spettacolari ritrovamenti di Zeri (le Stagioni Aldobrandini e il Fauno molestato dai putti ora al Metropolitan Museum of Art di New York) sarebbero poi stati decisivi nel mostrare quanto stretto fosse stato il rapporto artistico fra padre e figlio, specie nel corso del secondo decennio del Seicento.
E proprio il confronto tra i due personaggi è stato l'argomento della conversazione di martedì 6 settembre, a cui ha fatto seguito, come di consueto, la visita di alcuni ambienti del Palazzo a cura del Direttore Sonia Martone.

Le conversazioni d'arte sono curate da Marco Ruffini.