Vittoriano, 21 settembre 2016 - ''Rapporto fra gesto e immagine''

L’arte contemporanea è tornata protagonista dell’estate romana. Mercoledì 21 settembre alle 20.00 la Terrazza Panoramica del Vittoriano ha ospitato il secondo appuntamento di settembre del ciclo di conversazioni d’arte – curate da Maria Giuseppina Di Monte - che stanno conivolgendo alcuni dei più importanti artisti e intellettuali italiani e stranieri per dibattere intorno ai rapporti tra arte, società, politica e religione.

La conversazione intitolata “Rapporto fra gesto e immagine” ha visto protagonisti l’artista romano Matteo Montani e lo storico e critico d’arte Gabriele Simongini. Durante il faccia a faccia si sono confrontati sul valore paradigmatico del gesto artistico che da artigianale si è trasformato in tecnologico implicando in tal modo una nuova codificazione ed interpretazione dell’ interazione fra arte e tecnica con le implicazioni che ne conseguono.

Matteo Montani  sembra inseguire i vapori dell’infinito e del nulla: due soli colori il bianco e il blu impero, diluiti nell’acqua, che disegnano su una superficie di carta abrasiva onde, nuvole, paesaggi di rarefatta astrazione. L’espressione di Matteo Montani, artista romano, nasce da una ricerca che si sviluppa intorno alla natura processuale dell’opera, nella quale convivono aspetti materici e concettuali, solo apparentemente in contraddizione ma in realtà del tutto complementari. Dopo gli studi all'Accademia di Belle Arti e le prime personali a Roma e Milano, grazie alle quali si è imposto all’attenzione esponendo in gallerie private e in spazi pubblici, Montani si è affermato a livello internazionale con mostre ad Atene, New York, Würzburg. Nel 2014 ha partecipato alla Biennale Italia-Cina alla Reggia Reale di Monza e nel 2016 ha esposto nuovamente a New York alla Elkon Gallery; ha partecipato al progetto Fondaco nello spazio culturale Officina di Brussels.

Gabriele Simongini vive e lavora a Roma. Storico dell'arte e saggista, è critico d'arte del quotidiano "Il Tempo" e docente di Storia dell'Arte Contemporanea presso l'Accademia di Belle Arti di Roma. Fa parte del comitato scientifico della Fondazione Toti Scialoja. In particolare si è occupato delle ricerche astratte italiane ("Forma 1", Piero Dorazio, ecc.), unendo l’attività di critico a quella di analista dei fenomeni creativi non integrati nell'international style oggi dominante. Fra le mostre più recenti si ricordano: “Arché Show, Bendini, Boille, Mariani,Turcato” nel 2011 “Vertical Thinking” nel 2012,  “Matteo Montani. Andarsene” Gnam, Roma 2014, “100 Scialoja. Azione e pensiero”, Macro, Roma 2015, "Salvarsi dal naufragio", Museo Bilotti, Roma 2016. Fra le pubblicazioni più recentisi segnalano: “Luciano de Liberato. Se il pennello dialoga con il mouse”, 2008; “Marcello Mariani  1957-2007. La via pittorica al sacro”, 2007; “Le visioni purificatorie nella pittura di Gaetano Memmo”, 2006

Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti.