Vittoriano, 29 settembre 2016 - ''La trasformazione dello spazio''

Ultimo appuntamento con il ciclo di conversazioni d’arte - curate da Maria Giuseppina Di Monte giovedì 29 settembre alle 20.00 presso la Terrazza Panoramica del Vittoriano. Protagonisti di questo incontro sono stati l’artista Zimoun, fra i più significativi artisti svizzeri emergenti e Guido Comis, curatore del Museo d’arte della Svizzera italiana di Lugano che, prendendo spunto dalle grandi installazioni spaziali e sonore di Zimoun hanno dibattuto sul tema della Trasformazione dello spazio.

Zimoun (Berna, 1977) è autore di opere che nascono dalla composizione di moduli caratterizzati da movimento e suono ripetitivi. I materiali utilizzati sono semplici e disparati: scatole di cartone, motori elettrici, aste metalliche o di legno, patatine da imballaggio, tergicristalli, ventilatori, sacchetti di plastica o carta. Materiali apparentemente così diversi rappresentano le unità minime di costruzioni che interferiscono con la percezione visiva, sonora e spaziale dei luoghi in cui sono situate.
Ciò che affascina delle opere di Zimoun, di cui si può avere un’idea consultando il suo sito www.zimoun.net, è il rapporto imprevedibile fra l’estrema semplicità delle componenti di base e l’effetto percettivo che scaturisce dalle opere. E’ proprio la loro contraddittorietà a renderle ipnotiche: esse nascono da elementi semplici, ma sono complesse, sono basate su moduli ripetitivi eppure danno vita a configurazioni sempre diverse: in bilico fra ordine e caos sfuggono a una comprensione intuitiva, non si lasciano ricondurre a una regolarità visiva o sonora così che lo spettatore è inconsapevolmente indotto a cercarne il segreto e ne rimane avvinto come di fronte a un enigma.

Come è emerso dal dialogo fra Zimoun e Guido Comis le opere scaturiscono da una logica precisa. Non si tratta tuttavia di una logica che presiede a ritmi e configurazioni, ma di principio evolutivo che nel corso degli anni ha condotto le unità di base delle opere a dare vita ad organismi sempre più complessi.

Zimoun
è nato nel 1977 a Berna dove tuttora vive e lavora. Nel corso degli anni ha esposto presso musei e spazi privati in tutto il mondo fra cui, recentemente: Taipei Fine Arts Museum, Taipei, Taiwan (2016); Contemporary Art Museum, Santiago de Chile (2016); Central for Contemporary Art, Brussels, Belgium (2015); National Art Museum of China, Beijing, China (2014); Seoul Museum of Art, Seoul, Republic Korea (2013); Kunstmuseum Bern (2013).

Guido Comis è dal 2015 curatore del Museo d’arte della Svizzera italiana di Lugano, dopo aver ricoperto lo stesso ruolo presso il Museo d’Arte della Città di Lugano dal 2009 al 2015. Fra le mostre curate presso i musei di Lugano e altre istituzioni: "Robert Indiana" (Milano, PAC e spazi cittadini, 2008), "Man Ray" (Museo d'Arte, Lugano, 2011), "Tony Cragg" (Museo d'Arte, Lugano, 2012), "Klee-Melotti" (Museo d'Arte, Lugano, 2013), "Arp-Licini" (Museo d'Arte, Lugano, 2014), "Man Ray" (Villa Manin di Passariano, 2014), "Orizzonte Nord-Sud" (Museo d'Arte della Svizzera Italiana, Lugano, 2015).

Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti.